Il NewsMagazine del Comune di Castelletto Sopra Ticino
Tuesday September 7th 2010

Un caffè con… Gaetano Lombardo

Abbiamo incontrato il Presidente della Pallacanestro Lago Maggiore.

tanino La Pallacanestro Lago Maggiore è giunta alla terza stagione e con essa il presidente della società
Gaetano Lombardo, che a detta sua si ritiene, nonostante alcune diffi coltà iniziali, abbastanza soddisfatto. La fortuna ha voltato un po’ le spalle ma il presidente è ottimista e crede nella possibilità dei playoff.

Avvocato, una domanda sull’andamento della stagione mi sembra d’obbligo, e’ soddisfatto dei risultati?

Per il momento direi di sì. Nonostante alcune diffi coltà iniziali e la dea bendata che ci ha voltato le spalle direi che complessivamente sono soddisfatto. Abbiamo lavorato tanto e magari qualche risultato in più potevamo raccoglierlo ma non possiamo neanche lamentarci di niente: la squadra è competitiva e un’ottima tifoseria ci sta dando una mano.Credo che i playoff siano un impresa fattibile.

Mi pare opportuno toccare un argomento un po’ delicato. Inizialmente eravate un po’ un ripiego del vuoto lasciato dalla Basket Draghi che abbandonò Castelletto per questioni di indigenza. Qual è stata la vostra strategia per radicarvi sul territorio e non apparire come una ruota di scorta?

Non sono totalmente d’accordo. La parola ripiego non è la più appropriata. Parlerei di reazione spontanea dettata da un terreno molto fertile come la realtà sportiva castellettesi. C’è stata insomma la volontà e la passione di tutti i tifosi e delle forze politiche a far nascere una nuova realtà sportiva.

Un modo per incentivare lo sviluppo e il radicamento delle attività sul territorio è certamente quello di favorire l’ingresso dei giovani…

I giovani sono sicuramente la punta di diamante sui cui stiamo investendo molto. Stiamo però lottando contro questa congiuntura economica. Vorremmo fare di più ma purtroppo ci sono degli impedimenti di carattere economico e anche alcuni progetti pregressi sono stati interrotti per questi motivi.
A parte questo, noi crediamo che l’obiettivo a lungo termine sia la sostenibilità e la trasmissibilità. Mi spiego… A volte porti a termine un contratto con un grosso sponsor che magari per qualche anno ti sostiene. Ma si sa, gli sponsor vanno e vengono. Quello che rende la squadra forte è invece il consolidamento delle attività tra i più giovani sostenendo la squadra e trasmettendo la passione anche alle generazioni future. Si crea una catena molto più forte rispetto a qualsiasi immagine o sostegno di sponsor grossi.


Crede che la fatica e gli sforzi fatti abbiano sortito gli effetti desiderati, insomma si è andati nella direzione giusta?

Una domanda intelligente che mi pongo spesso anch’io. Miinterrogo e la risposta è che siamo sulla strada giusta. C’è ancora molto da fare è vero, come sensibilizzare di più i giovani e creare maggiore sinergia con le scuole ma credo che la direzione sia quella corretta. L’unico errore è stato quello di sopravvalutare l’interesse imprenditoriale. Non c’è quel sentimento che tanto ci aspettavamo come il dovere morale ad investire nei giovani e nella squadra del proprio paese.

Ultima domanda. Riuscirà Castelletto Ticino a tornare nelle glorie della Lega 2?

Mi augurerei che ciò non avvenisse se prima di tutto non riusciamo a crearci quella sostenibilità e quella trasmissibilità di cui parlavo prima. Questo è un po’ il mio sogno e l’ho visto avverarsi quando un ragazzo di 16 anni di nome Appendini, della squadra giovanile, ha giocato in prima squadra contro la Fortitudo
Bologna e ha segnato un canestro da tre punti. Questa è la fotografia di quel sogno.

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